L’insegnamento della didattica subacquea è diviso in vari corsi che hanno come obiettivo il graduale apprendimento di tutte le nozioni tecniche necessarie, attraverso il materiale cartaceo e informatico e il miglioramento dell’acquaticità, mediante una serie di esercizi studiati dalla FIAS.

Tutti i corsi sono strutturati in modo da avere un livello di difficoltà gradualmente crescente.
Si comincia dalla teoria, seguita principalmente in sede o attraverso i mezzi informatici, con un esame di conclusione quando previsto. Contestualmente si comincia con l’acquaticità direttamente in piscina, ovvero in un ambiente controllato con condizioni ottimali e una scarsa profondità fino a far ottenere agli allievi una discreta confidenza con l’attrezzatura.

Si passa quindi al laghetto, in cui si aggiungono alcuni fattori limitanti come la visibilità ridotta, l’incertezza del meteo e le temperature più basse. Su tutto il fondale sono inoltre disposte delle attrezzature (piattaforme, trapezi, ecc…) per aiutare l’allievo alle prime armi, qui si svolgerà gran parte del corso e la totalità degli esercizi pratici, fino al raggiungimento del livello previsto.

Una volta che l’istruttore ritiene che il corsista sia pronto all’uscita in acquee libere si organizza un’uscita in mare, in modo da poter mettere in pratica tutto quello che si è imparato e “festeggiare” il conseguimento del brevetto tra pesci, alghe e spugne.